#sku biblioteca-000025 #biblioteca 25 #title Che cos’è la proprietà? #subtitle o Ricerche sul principio del diritto e del governo #subsubtitle Introduzione di Alfredo M. Bonanno #lang it #author Pierre-Joseph Proudhon #authors Proudhon, Pierre-Joseph; #notes Titolo dell’opera originale:
Qu’est-ce que la propriété? ou Recherches sur le principe du droit et du gouvernement, Premiere mémoire, 1840.
~~
Prima edizione: maggio 2020
Seconda edizione: febbraio 2025
#cat biblioteca #colophon Titolo dell’opera originale:
Qu’est-ce que la propriété? ou Recherches sur le principe du droit et du gouvernement, Premiere mémoire, 1840
~~
Prima edizione: maggio 2020 #cover p-j-che-cos-e-la-proprieta-2.png #teaser Introduzione di Alfredo M. Bonanno
Biblioteca di Anarchismo – 25
2025, 2a ediz., pagine 234
euro 15,00

Nel 1840 questo libro esplode nella società francese come una bomba. I borghesi, ormai solidamente al potere, essendosi lasciati alle spalle la turbolenta esperienza del 1830, e non immaginando quello che di lì a qualche anno succederà, nel 1848, stanno consolidando la loro forza economica. Le rivendicazioni operaie, quando ci sono, si presentano deboli e sporadiche, la miseria e lo sfruttamento dilagano ma non trovano sufficienti ispirazioni organizzative.
È il momento di Proudhon. Le sue tesi sono semplici e ineccepibili. La proprietà è un furto. In qualsiasi modo si cerca di considerare questa asserzione, negandola o cercando di dimostrarla, non si arriva a nulla. Quello che conta, nel momento esatto in cui Proudhon pubblica il libro, è la capacità di farsi capire dagli sfruttati, una percentuale enorme, quasi l’ottanta per cento, dei trentacinque milioni di Francesi. E se è un furto bisogna che ci sia qualcuno che abbia avuto un vantaggio da questo furto e un danneggiato. Il primo è il proprietario, il secondo è chi nulla possiede e per sopravvivere è costretto a vendere se stesso lasciandosi sfruttare.
Tutta la genialità di Proudhon e tutti i suoi limiti sono in questo libro, aggressivo, caustico, distruttore, superficiale, raffazzonato, improvvisatore, libellista più che teorico, poca economia e pochissima filosofia, ma che importa?, il senso è proprio quello che la gente cercava, la parola giusta al momento giusto, la parola di Desmoulins o di Saint-Just, diventata libello e accusa, testo teorico e dimostrazione pratica, incitamento alla guerra sociale e promessa di un possibile sbocco rivoluzionario. Testo completo non disponibile